Duomo di Modena

Duomo di Modena

Il Duomo di Modena, che l’Unesco ha inserito nel 1997, con la Ghirlandina e Piazza Grande, nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità, è un capolavoro dell’arte romanica italiana ed europea.

Sorto a partire dal 23 maggio 1099 sulla sepoltura del Patrono principale della città e della Diocesi modenese, San Geminiano (IV sec.), il Duomo  sostituì una più antica basilica, già allora costruita ad corpus, ovvero sulla sepoltura del Santo vescovo.

Il 30 aprile 1106, alla presenza di Matilde di Canossa, del vescovo Dodone e di molti altri prelati, fu solennemente traslato il corpo di San Geminiano. Il popolo tuttavia si oppose alla ricognizione canonica e fu necessario attendere il passaggio di papa Pasquale II, diretto in Francia, che il 7 ottobre del medesimo anno effettuò regolarmente la ricognizione, aprendo il sarcofago, nel quale, come racconta la coeva Relatio translationis Sancti Geminiani conservata in Biblioteca capitolare, fra altri omaggi votivi furono poste due piccole croci d’argento. Il Duomo fu consacrato solennemente il 12 luglio 1184 da papa Lucio III, che compì l’ultima ricognizione sul corpo del Santo, prima di quella del 1955 nel corso della quale furono rinvenute le piccole croci argentee collocatevi al tempo di Matilde di Canossa, dette da allora “di San Geminiano” e divenute un simbolo dell’Arcidiocesi.

Geminiano non fu il primo vescovo modenese, ma ebbe un ruolo così rilevante nel periodo cruciale  che intercorre fra l’Editto di Milano (313), nel quale Costantino concedeva libertà di culto ai cristiani, e quello di Tessalonica (380), che segna la trasformazione del cristianesimo in religione di Stato ad opera di Teodosio, da divenire il modello episcopale per antonomasia e quasi la pietra sulla quale era stabilita e consolidata la Chiesa modenese.

Questo concetto emana tangibilmente dall’architettura stessa della Domus clari Geminiani , la Cattedrale, dedicata, come era l’uso del tempo, non al Patrono ma alla Vergine Maria, in questo caso alla Vergine Assunta.  L’edificio custodisce nello scrigno della cripta, detta anticamente “lo scurolo di San Geminiano”,  il sarcofago marmoreo nel quale furono deposte le spoglie del Santo, che, al contempo, pare sostenere l’intera architettura e conferire forza e protezione alla chiesa di pietra e di mattoni, impastati nella terra modenese, che rappresenta la Chiesa di pietre vive (1Pt 2,4-5) radunata a celebrare l’Eucaristia e a partecipare alla Comunione dei Santi.

Qui, l’architettura di Lanfranco ha il compito di congiungere la materia e lo spirito, la vita terrena e la vita eterna, iniziata dall’immersione nell’acqua del fonte battesimale e destinata a risorgere come la luce solare, che rappresenta Cristo risorto, al quale il Duomo è orientato, e, con esso, tutto il Popolo di Dio, preceduto nel cammino da San Geminiano, in paramenti pontificali, il cui sguardo è rivolto verso la finestra centrale della cripta.

Elementi naturali, animali, uomini e creature fantastiche: tutto rientra nell’ordine del Cosmo e trova una raffigurazione. La Genesi, nelle formelle di Wiligelmo sulla facciata, ai due lati del protiro, introduce il fedele nella storia della Salvezza, rappresentata anche dalle dodici figure di profeti che previdero la venuta di Cristo – sugli stipiti del portale – e al servizio della quale sembrano porsi i due leoni romani, quasi a simboleggiare la sorte del grande Impero pagano di favorire la diffusione del Vangelo, fino al punto di divenire, con la Roma dei Cesari trasformata in quella dei Papi, il cuore pulsante della Cristianità.

Anche attraverso la porta della Pescheria, con la sequenza dei mesi e dei lavori dell’uomo e con l’ideale cavalleresco del ciclo bretone, la porta Regia e la porta dei Principi, che raffigura i prodigi del Santo, i modenesi e la loro vita, generazione dopo generazione, si radunano nell’ecclesia per la celebrazione liturgica davanti all’Ambone che raffigura Cristo e gli Evangelisti e al Pontile con il racconto della Passione. 

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La lapide di Lanfranco (© Wikipedia)

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Il profeti Enoch e Elia e dedica a Wiligelmo (© Wikipedia)

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 La Porta Regia sul fianco destro e la Ghirlandina (© Wikipedia)